Mai come ora “RE-DUNIAMO”

Il 12 Novembre 2019, un evento meteorologico eccezionale ha provocato danni ingenti all’intero territorio litoraneo veneto. Comuni e associazioni di categoria chiedono ancora una volta interventi e opere di difesa strutturali che consentano di mitigare i danni delle mareggiate. Non si pensa più solo alle strutture rigide a mare, o ai ripascimenti, che hanno già mostrato tutti i loro limiti.

Ora si sta chiedendo di introdurre un nuovo elemento di protezione efficace ed ecosostenibile: le dune.

Da anni la comunità scientifica europea e mondiale ha dimostrato la straordinaria importanza delle dune come elemento di mitigazione naturale del rischio costiero, che si tratti di erosione o, come in questo caso, di allagamento. Spiagge e dune sono ambienti molto dinamici, con un’elevata capacità di recupero. Sono il risultato di lenti processi di accumulo della sabbia ad opera del vento e delle piante, i veri ingegneri delle dune. Le piante rallentano il vento e intrappolano la sabbia grazie a fusti e radici, innescando il processo fisico di costituzione delle dune. È proprio questo equilibrio dinamico tra sabbia, vento e piante che fa sì che le dune siano “gli elementi sacrificali” dei sistemi litoranei: in caso di forti mareggiate, vengono parzialmente erose, ma in questo modo smorzano la forza del mare, proteggendo l’entroterra, e cedono nuovamente la sabbia alla spiaggia.

I primi due anni di sperimentazione, in diversi punti del litorale Veneto, hanno consentito al team di Life Redune, e a tutti i portatori di interesse che seguono da vicino il progetto, di verificare e confermare gli aspetti che condizionano un corretto funzionamento delle dune

Il primo aspetto è il tempo. Il tempo necessario perché le piante possano crescere ed esercitare efficacemente la loro funzione di edificatrici e consolidatrici delle dune. Se si analizzano i dati storici delle mareggiate, si può osservare una certa ciclicità temporale degli eventi più importanti, ma i cicli si stanno accorciando. Abbiamo poco tempo, dobbiamo partire subito!

Il secondo è una corretta pianificazione. Non solo di come e dove costruire nuove dune o rinforzare le esistenti, ma anche del loro mantenimento nel tempo.

È necessario pianificare gli accessi al mare. Dopo l’ultima mareggiata, è sotto gli occhi di tutti come in corrispondenza delle interruzioni delle dune, l’acqua non trovando ostacoli sia penetrata anche per centinaia di metri. Dove le dune vengono interrotte, perdono la capacità di proteggere la spiaggia e l’entroterra. Quando osserviamo i nostri litorali dall’alto, vediamo un intreccio di percorsi che le persone creano per recarsi al mare senza utilizzare gli accessi attrezzati, talvolta per un malaugurato senso di avventura, talvolta solo per pigrizia. Ma il calpestio prolungato indebolisce le piante. E senza le piante, le dune diventano dei semplici accumuli di sabbia destinati ad essere spazzati via dal vento e dalle onde.

È necessario pianificare le operazioni di pulizia delle spiagge. Piante, alghe e tronchi spiaggiati non sono rifiuti. Oltre ad essere un aggravio economico, la totale asportazione meccanica del materiale biologico sottrae alla spiaggia e alle dune un elemento vitale. La rimozione di piante, alghe e tronchi provoca un vero e proprio danno fisico e biologico alla spiaggia e alle dune, sottraendo una riserva di nutrienti per le piante ed esponendo la linea di costa a un maggiore rischio di erosione e desertificazione.

Il terzo aspetto, forse il più importante, è la necessità di avviare un percorso che porti ad integrare la sostenibilità ambientale e il valore degli ecosistemi naturali, nella pianificazione territoriale locale e nei processi di sviluppo.

Il momento migliore per intervenire è dall’autunno alla primavera, e il team di REDUNE non ha mai smesso di mettere in campo tutte le sue competenze e forze sia nella progettazione che nell’esecuzione degli interventi, per avere nuove dune per la prossima estate. Al contempo il team continua l’attività di formazione e condivisione con gli enti locali preposti alla progettazione e gestione dei litorali.


Gli alieni tra le dune

 Le specie aliene sono specie animali e vegetali introdotte dall’uomo in zone al di fuori del loro areale originario. In molti casi, le nuove specie non sono in grado di adattarsi al nuovo ambiente e scompaiono dopo un breve periodo. In altri casi, non solo si adattano ma si diffondono molto rapidamente diventando specie aliene invasive.

 

La flora aliena degli habitat costieri

Malgrado il valore naturalistico e la funzionalità ecologica che li caratterizza, gli ecosistemi dunali condividono una lunga storia di sfruttamento e di gestione impropria. I problemi ambientali che ne derivarono includono la perdita di habitat, ‘impoverimento del pattern naturale del paesaggio, una riduzione della resilienza delle comunità vegetali e la diffusione di specie aliene, che sono divenute minacce crescenti alle specie autoctone.

Di seguito descriveremo due delle specie aliene più invasive presenti tra la flora delle dune costiere dell’Adriatico Settentrionale.

 

Oenothera stuchii

Oenothera stuchii è un’ibrido originatosi nell’Italia settentrionale da popolazioni naturalizzate di Oenothera biennis L. e O. jamesii. La prima segnalazione di O. stucchii lungo il litorale Veneto risale al 1952 e, dopo un periodo di pausa, sembra attualmente nella fase di espansione.

L’elevato successo nella diffusione dimostrato dalle specie del genere Oenothera è legato alla loro ecologia. Il loro ciclo di vita bienne assicura loro resilienza e tolleranza al disturbo: nella prima stagione spuntano le plantule e inizia la crescita degli organi vegetativi, mentre la fase generativa viene raggiunta solo l’anno successivo con la produzione della porzione epigea. Tale germinazione bi-fasica può bloccarsi anche per anni in attesa di condizioni vegetative favorevoli. I semi hanno una forte affinità per la luce e possono andare incontro ad una lunghissima dormienza nella sabbia creando una “banca del seme”, mentre le attività umane (calpestio, raccolta di materiali, asportazione della sabbia…) li riportano in superficie facilitandone la germinazione. La forte tendenza a crescere alla luce, la crescita rapida e l’elevato numero di semi (5.000 – 12.000 semi per pianta) determinano la forte tendenza all’invasività Oenothera stucchii.

Questa pianta inoltre prediligere habitat con ampi spazi aperti, molto luminosi e substrato sabbioso, condizioni che ne garantiscono una maggiore competitività nei contesti disturbati dall’azione dell’uomo, al contrario delle specie endemiche che non sopravvivono al calpestio.

 

Il progetto Life Redune contiene la propagazione di Oenothera stucchii con una attività di eradicazione manuale all’interno di 150.000 mq. L’estirpazione avviene all’inizio della stagione vegetativa, circa a Maggio, per prevenire la produzione di nuovi semi e frutti.

 

 

Rosa rugosa

Rosa rugosa (o rosa canina) è originaria dall’Estremo Oriente, dove è considerata una pianta selvatica. Ha trovato diffusione anche in Europa e America del nord dove viene coltivata in modo particolare per scopi ornamentali e decorativi. E’ una pianta perenne, molto robusta che tollera il gelo e il caldo, la siccità e il terreno sabbioso.

Rosa rugosa è una specie a portamento cespuglioso eretto che può raggiungere il metro d’altezza. Il motivo per cui è definita “rugosa” si deve ritrovare nelle sue foglie, che hanno delle caratteristiche venature, che durante l’autunno assumono colori molto suggestivi. Fiorisce per tutta la stagione estiva, i fiori sono abbastanza grandi e possono nascere da soli o in gruppi ed hanno un profumo molto delicato.

Gli individui che colonizzano le spiagge provengono da piante coltivate nei giardini, ma rosa rugosa, per la sua rusticità, è spesso utilizzata anche nelle aiuole spartitraffico e lungo le strade.

La rosa rugosa ha un forte impatto negativo sulla ricchezza di specie native per l’effetto ombreggiante che riduce la luce al suolo. Ha anche un impatto ma anche sociale e ricreativo negativo per le spiagge in quanto le dune invase divengono impenetrabili a causa delle numerose spine presenti su fusto e rami.

 

Il progetto Life Redune monitora costantemente le popolazioni di Rosa rugosa negli habitat di interesse del progetto per valutarne il tasso di espansione e di colonizzazione. Per contenerne la diffusione, Life Redune assieme ad associazioni volontarie ambientaliste organizza i bioblitz di eradicazione delle piante di Rosa rugosa.

 

Le specie aliene invasive rappresentano una delle principali emergenze ambientali e sono considerate dalla comunità scientifica internazionale la seconda causa di perdita di biodiversità a scala globale. La loro espansione infatti minaccia la biodiversità, ma spesso ha anche grandi impatti socioeconomici, con danni diretti alla salute o alle attività umane.

Spesso l’introduzione di specie aliene è involontaria. Tuttavia, molte delle specie aliene invasive più diffuse e pericolose sono state importate nel nostro paese volontariamente. E’ importante quindi che ciascuno sviluppi consapevolezza del problema, trasformandosi così da potenziale vettore di introduzione a sentinella contro l’ulteriore diffusione delle specie aliene invasive.

 

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al sito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale : https://www.specieinvasive.it/index.php/it/

Oltre all’inquadramento della problematica legata all’introduzione e la diffusione delle specie aliene invasive, il sito contiene la normativa di riferimento, i documenti e le linee guida tecniche utili per una corretta applicazione della norma e le schede di tutte le specie inserite nella lista di Rilevanza unionale per cui sono in vigore una serie di obblighi e divieti.


LIFE REDUNE Tour – Sette giorni di Comunicazione & Networking

Sta per iniziare un “Tour” di fine estate ricco di appuntamenti con un pubblico variegato per scoprire le dune dell’alto Adriatico e che si concluderà con una tappa in Spagna per confrontare esperienze e pratiche per l’integrità degli ecosistemi dunali in Andalusia.

Nell’ambito delle attività di Comunicazione e Networking, il progetto Life REDUNE si mette in gioco con quattro importanti eventi mirati ad una platea nel suo insieme molto eterogenea.

 

Venerdi 27 Settembre, contributo alla tavola rotonda “Dai balconi ai parchi urbani: progettare il verde per conservare la biodiversità“ organizzato da ISPRA e Università di Cagliari, partners nel progetto Life ASAP, nell’ambito di Flormart 2019.

Dedicato a vivaisti e paesaggisti, l’evento approfondirà le più corrette pratiche di giardinaggio e progettazione del verde per limitare la diffusione di specie aliene invasive. In tale ambito, la prof.ssa Gabriella Buffa, coordinatrice del progetto Life REDUNE presenterà le attività di recupero ambientale sulle dune costiere.

 

Sabato 28 Settembre, intervento al TEDx di Mestre-Il Risveglio.

Intere aree delle città restano dormienti, cioè “non reagiscono” da un punto di vista architettonico, sociale, economico o ambientale agli stimoli che arrivano dal mondo circostante. Dedicato a chi vuole sviluppare delle strategie d’azione per risvegliare questi brani di città, l’evento porterà degli esempi affinché gli interventi diventino semi per un nuovo sviluppo virtuoso. In tale senso la prof.ssa Gabriella Buffa, coordinatrice del progetto Life REDUNE, testimonierà la sua esperienza di coinvolgimento dei diversi portatori di interesse nell’ambito dell’attività di protezione e conservazione delle aree dunali.

 

Domenica 29 Settembre passeggiata naturalistica guidata per grandi e piccini alla scoperta della riserva naturale integrata di Bosco Nordio (Sant’Anna di Chioggia -VE).

Nell’ambito degli eventi “Innamorarsi di qualche duna” l’Università Cà Foscari, in collaborazione con la cooperativa Aqua e Veneto Agricoltura, organizza una visita naturalistica per scoprire e portare nel cuore l’ambiente delle dune che ospita la Riserva. Anche i giovani saranno coinvolti in un gioco di caccia al tesoro che stimolerà la curiosità naturalistica.

 

Dal 1 al 4 Ottobre incontro tra le delegazioni dei progetti Life REDUNE e Life CONHABIT ANDALUSIA.

Il fine ultimo della rete di connessioni che il progetto Life REDUNE sta tessendo con altri progetti Life con i quali condivide tematiche, obiettivi o attività è quello del ripristino e conservazione degli habitat prioritari presenti nelle aree dunali costiere della rete Natura 2000 e la promozione della consapevolezza sociale della necessità di proteggere questi spazi ed ecosistemi.

I partner di LIFE REDUNE incontreranno il team di LIFE CONHABIT ANDALUSIA, per quattro giorni di collaborazione intensiva tra i due progetti Life che prevede lo scambio di informazioni e buone pratiche e la costruzione di rapporti e sinergie per utilizzare al meglio gli strumenti sviluppati nell’ambito di ciascun progetto allo scopo di migliorare le gli interventi di riqualificazione territoriale, accrescere la consapevolezza dei diversi portatori di interesse e aumentare la visibilità del progetto, dei suoi contenuti e delle sue attività.

 

Per saperne di più sulle attività e risultati del “LIFE REDUNE Tour” seguiteci sui nostri social

https://www.facebook.com/liferedune

https://www.life_redune


LIFE REDUNE vola in Spagna: incontro con LIFE CONHABIT ANDALUSIA

Dall’1 al 4 ottobre lo staff del progetto LIFE REDUNE farà tappa a Siviglia, per far visita ai componenti di LIFE CONHABIT ANDALUSIA “Preservation and improvement in priority habitats on the Andalusian coast”. Il progetto spagnolo partito nel giugno 2014, il cui obiettivo principale è quello di conservare e promuovere l’integrità degli ecosistemi dunali presenti in 15 aree della Rete Natura 2000 sulla costa andalusa.

La delegazione di LIFE REDUNE sarà composta da Gabriella Buffa (Cà Foscari Università di Venezia – coordinatore scientifico del progetto), Lisa Causin (Regione Veneto – Assessorato al Turismo, Dipartimento alla Strategia Regionale Biodiversità e Parchi), Francesco Scarton (SELC – Società Cooperativa Biologia e geologia applicate), Simonetta Mazzucco e Roberto Fiorentin (Veneto Agricoltura – Agenzia Veneta per l’Innovazione in Agricoltura e Ambiente) e Stefano Picchi (project manager, European Project Consulting).

Entrambe le iniziative rientrano all’interno delle politiche europee per la conservazione degli habitat e delle specie appartenenti alla flora ed alla fauna europea che necessitano di protezione, su cui applicare una politica comune per mantenere o migliorare il loro stato di conservazione e la biodiversità.

L’incontro tra i due staff rappresenterà pertanto un momento di confronto per la presentazione dei rispettivi progetti e delle relative esperienze. Un’occasione utile per LIFE REDUNE per verificare le modalità di realizzazione delle diverse azioni, da quelle preparatorie e di conservazione fino ad arrivare a quelle relative al monitoraggio e alla comunicazione, poste in essere da LIFE REDUNE per il raggiungimento dei suoi obbiettivi.

L’attività di networking, che rientra pienamente tra le azioni del progetto LIFE REDUNE, è fondamentale non solo per creare una rete internazionale di soggetti che operano all’interno degli stessi ambiti ma per condurre verso un processo di disseminazione nonché di scambio di conoscenze delle cosiddette “migliori pratiche” che potranno essere applicate in futuro.

La visita sarà dunque un’importante opportunità di confronto per i partecipanti di LIFE REDUNE utile in futuro a mettere in pratica eventuali suggerimenti che scaturiranno dall’incontro con i referenti del progetto spagnolo.


Life REDUNE @TGR VENETO

Un servizio del TGR Veneto sui lavori di Life REDUNE a Vallevecchia

https://bit.ly/2P7dfwy


LIFE REDUNE vola a Dunkirk!

Dal 12 al 14 Giugno 2018, LIFE REDUNE vola a Dunkirk (Francia) per partecipare all’International Workshop on Management of Coastal Dunes and Sandy Beaches, organizzato nell’ambito del progetto LIFE FLANDRE.

Inviati di eccezione per LIFE REDUNE, Edy Fantinato (Ca’ Foscari – coordinatore di progetto) e Francesco Scarton (SELC – partner di progetto). 

Nella sessione plenaria prevista per il 12 Giugno, Edy Fantinato presenterà la strategia del progetto LIFE REDUNE  nell’ambito della conferenza  “Inspiring LIFE projects”.

Nella giornata di Giovedì 14 Giugno, all’interno della sessione parallela “Management planning and monitoring”, Edy Fantinato discuterà una relazione sul monitoraggio degli habitat costieri, in particolare sui processi di interazione per l’impollinazione tra specie vegetali ed animali negli ecosistemi dunali.

Il progetto LIFE REDUNE prevede un’azione di monitoraggio degli habitat e delle popolazione di specie target in tutti i siti di progetto, allo scopo di confrontare la condizione iniziale con quella successiva agli interventi di riqualificazione e quantificarne l’efficacia. Tale azione prevede:

–          Il rilevamento di dettaglio degli habitat presenti all’interno delle aree di progetto

–          Mappatura di dettaglio e georeferenziazione delle popolazioni di Stipa Veneta*

–          Mappatura di dettaglio e georeferenziazione delle popolazioni di Oenothera stucchii

–          Valutazione della bio massa ipo- ed epigea delle specie focali degli habitat target

Seppur non previsto all’interno dell’azione di monitoraggio, Ca’ Foscari (coordinatore di progetto e responsabile dell’implementazione di tale azione) ha incluso anche il monitoraggio ante e post operam dei processi di impollinazione, poiché tali dati contribuiscono significativamente alla valutazione dell’efficacia di LIFE REDUNE nel ristabilire la funzionalità degli ecosistemi dunali oggetto di intervento.

Si tratta dell’inclusione nel progetto di una prospettiva di ricerca ed analisi innovativa,  che si inserisce perfettamente all’interno del dibattito internazionale sul tema della crisi degli impollinatori.

Clicca qui per consultare l’agenda dell’evento 

Segui le nostra pagina Facebook per aggiornamenti real time dell’evento!


PRIMO RILIEVO FOTOGRAMMETRICO LIFE REDUNE!

È  on-line il video dei primi rilievi fotogrammetrici con drone ad ala fissa realizzati dal partner di progetto EPC srl, nell’ambito della progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi previsti dal progetto. Il video mostra un’animazione tridimensionale di tre siti oggetto di intervento, ottenuta mediante l’elaborazione delle immagini aeree acquisite. Visita la Gallery e Buona visione!


Parlano di NOI!

Visita la nuova pagina del sito “Rassegna Stampa“, in cui è possibile consultare e scaricare tutti gli articoli, news, comunicati stampa dedicati al progetto LIFE REDUNE! Puoi trovare la pagina all’interno del menu principale “Disseminazione”!


Festa di Primavera al Museo di Storia Naturale di Venezia

Life REDUNE partecipa alla Festa di Primavera che si svolgerà presso Museo di Storia Naturale di Venezia (Fontego dei Turchi) Domenica 18 marzo dalle 10 alle 18 Vi aspettiamo! Clicca qui per consultare il programma dell’evento! Per informazioni: msn.visitmuve.it/ facebook.com/MSNve twitter.com/MSNvenezia


RELATORI D’ECCELLENZA PER IL CONVEGNO DI PRESENTAZIONE LIFE REDUNE

Un profondo ringraziamento ai partner di progetto, relatori e moderatori, che con la loro esperienza e le loro competenze hanno reso intenso il dibattito scientifico attorno alla gestione sostenibile degli ecosistemi dunali, portando ai partecipanti, attraverso il confronto e la discussione, la possibilità di un arricchimento educativo e professionale.

Gabriella Buffa (Università ca’ Foscari, coordinatore del progetto)
Mauro Giovanni Viti (Regione del Veneto, Struttura di Progetto Strategia Regionale della Biodiversità e dei Parchi, partner di progetto)
Roberto Fiorentin (Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, partner di progetto)
Federico Carollo (EPC srl, partner di progetto)
Francesco Scarton (SELC, partner di progetto)
Alicia Teresa Rosario Acosta (Università degli Studi Roma Tre)
Rossella Boscolo Brusà (ISPRA – LIFE LAGOON REFRESH)

Visita la pagina www.liferedune.it/download per consultare la presentazioni dei relatori!